“L’Arte fa bene all’Ambiente”. La nota critica

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“L’Arte fa bene all’Ambiente”. La nota critica

di Anna Maria Trinchieri

Note critiche sulla mostra “L’Arte fa bene all’Ambiente”, Roma, Sala consiliare di Villa Bonelli, 30 marzo – 3 aprile 2009.

L’Associazione Art Arvalia ha organizzato, continuando un iter culturale-artistico che l’ha caratterizzata fin dalla sua nascita, una interessante mostra sul tema dell’ecologia, riciclaggio dei materiali, sostenibilità ambientale. La ex-Sala consiliare del Municipio XV, a Villa Bonelli, ha fatto da sfondo alle variegate, molteplici e originali interpretazioni che gli Artisti hanno saputo dare all’argomento proposto, ed ha accolto molti visitatori entusiasti dell’evento. All’inaugurazione sono stati presenti il Presidente del Municipio Gianni Paris, l’Assessore alla Cultura e Sport Fabrizio Grossi e altre Personalità del mondo della Cultura, Giornalisti e Cultori dell’Arte.

All’ingresso di Villa Bonelli una “Installazione” ispirata al recupero dei materiali e al riciclaggio degli stessi, invitava i visitatori ad approfondire l’argomento e a conoscerne i suoi aspetti meno propagandati e pubblicizzati, per una maggiore presa di coscienza e adeguamento a nuovi più mirati stili di vita.

Nell’ambito delle tematiche svolte, sono emersi tra gli Artisti, in linea di massima, tre filoni di interpretazione del soggetto proposto: 1) Opere di denuncia di un degrado in irreversibile aumento, che da anni ha messo a grave rischio l’equilibrio ecologico 2) Opere ideate con materiali riciclati, legate al tema del rispetto dell’ambiente 3) Opere ispirate più genericamente alla natura, per esaltarne l’importanza vitale e la necessità assoluta di una difesa sistematica, per la sopravvivenza del genere umano

Facendo un giro della Sala, in senso orario, incontriamo Artisti del primo gruppo, di denuncia del degrado ambientale: Giampaolo Iacopini si presenta con una composizione simbolica, “Paesaggio nucleare”, assai significativa nelle forme e nei colori lividi, originalmente assemblati con tecnica digitale, che preludono ad una catastrofe imminente: il sole annerito e drammaticamente lesionato all’interno, ne è l’ultimo testimone! Anna Maria Trinchieri, ispirandosi a recenti articoli di quotidiani sul sottovalutato pericolo legato ad un cattivo uso delle risorse energetiche e sull’inquinamento che rende sempre più grigio il nostro cielo, rappresenta, nel suo “Movimento di rotazione”, il mondo, diventato tout court un inquietante teschio che “galleggia” in uno sfondo via via sempre più nero, simbolo inequivocabile di morte, di grande effetto destabilizzante. Luisa Muzi con i quadri “Stagno” e “Trasparenze”, trattati con tecnica sperimentata e originale, richiama l’attenzione dello spettatore sull’inquinamento che lentamente ma inesorabilmente sta annientando la natura. Sabrina De Floris Artista piena di temperamento, ci inchioda ammutoliti con l’opera “Un posto dove andare…” col bambino che, ignaro ma speranzoso, sale sulla scala verso un cielo che si rivela, all’improvviso, squarciato dal nero di smog da cui fuoriesce un girasole ormai privo di vita…. Aldo Ferrotti con due pregevoli lavori “Vasaio” e “Lavavetri” ci fa riflettere sulle attività artigianali ormai in via di estinzione, con grave perdita delle antiche tradizioni culturali, linfa vitale per le nuove generazioni private così di un aggancio con le proprie radici, e guarda, nel contempo, con occhio attento, la problematica sopravvivenza degli emarginati che pullulano ora nelle nostre metropoli, senza concrete possibilità di riscatto. Antonio Genovese con la raffinata serie dei “Lavori scomparsi”, acqueforti acquerellate a mano, in tonalità “seppia”, terra di Siena, ocra, ci porta a considerare l’evoluzione della nostra società tecnologicamente avanzata, non sempre sinonimo, però, di miglioramento della qualità di vita. Salvatore Massaro col suo inconfondibile originale stile grafico-pittorico nelle “Vele” e “Occhio sul mondo”, richiama l’attenzione su un mare sempre più “nero” e un mondo non più “colorato” come un tempo…peccato! Elvira Calabrese ci attrae e coinvolge con una delle sue bellissime grandi ceramiche a smalto lucido “Energia pulita” nella quale viene evidenziata, attraverso un uso sapiente del colore e la dinamicità delle linee, la necessità di perseguire altre vie nello sfruttamento delle risorse energetiche. Giangiacomo Carta scultore ormai famoso, ci fa riflettere sulla furia distruttiva della guerra con l’opera “Beirut ‘76”, terracotta trattata a bronzo, di forte drammatico impatto emotivo.

Tanti, la maggioranza degli Artisti, rientrano nel secondo gruppo, quello delle opere realizzate con materiale riciclato: Continuando il percorso, in senso antiorario, ci attraggono le apprezzatissime e originali, nei suggestivi contrasti di colore, opere di Giselda Cacciani, “La Grotta” e “Acqua Sorgente di Vita”, realizzate utilizzando vari materiali di riciclo riuniti insieme in modo armonico, con tecnica sperimentata in tempi recenti ma già assai evoluta. Paola Salvini con “Fondo marino” e “Preziosità marine”, ottenute utilizzando sapientemente sabbia, colla, conchiglie e altro materiale di recupero assemblato in composizioni cromaticamente gradevoli e delicate, riesce a comunicare la gioia di un intenso amore per l’ambiente in cui viviamo e per le creature tutte. Liliana Ummarino si distingue come sempre con un “tondo” impegnativo e di grande valenza significativa, “Intro”, in cui eccelle il suo stile informale-astratto-polimaterico che riesce a “segnare” il cuore dello spettatore. Fiorella Zorri mostra una delle sue interessanti sculture di cartapesta “San Giuseppe”, molto espressivo, ottenuto modellando un impasto di carta con acqua collanti e gesso. Maurizio Stasi presenta “Metamorfosi della Cavalleria” scultura molto originale, ottenuta utilizzando ed unendo con genio e maestrìa pezzi di ferro modellati ad hoc. Maria Grazia Addari, è sempre delicata e personale nelle variegate sfumature azzurre che ben si adattano a rappresentare la “Fanciulla sugli scogli”, quasi sirena abbacinata dal fascino del mare in cui occhieggiano, brillando, vetri/sassi trasparenti. Maria Grazia Pavia nei suoi “Capelli nel vento…” e “Natura imprigionata” si conferma artista molto versatile e acuta osservatrice del mondo circostante riuscendo a creare opere particolarmente attinenti al tema proposto nella Mostra. Fiammetta Gioja delicata eclettica artista, ci comunica l’essenza vitale della natura nell’ “Isola felice” e in “Econatura” realizzate utilizzando, nella prima, gesso alabastrino,terre e sabbie colorate, fiori secchi, colori acrilici, patina “rame” ottenuta per ossidazione, nella seconda, su un fondo arancio con terre, la base di affresco con stucco in polvere unito a sabbia di fiume e colla dove emergono quarzi, sabbia, fiori secchi, foglie (da cui si ottiene il colore verde), conchiglie spezzate. Vittorino Ugolini con il suo incondizionato amore per l’arte e per la natura, esprime in modo originale e significativo nel “Mar Petrolio” e nel “Recupero della plastica” l’esigenza inalienabile di far riflettere l’osservatore sul danno che l’uomo arreca quotidianamente all’ambiente in cui vive. Ada Risi sperimenta con successo ne “Il giro delle cose” un nuovo percorso artistico, allontanandosi per l’occasione dal “sentiero” suo precipuo, tuffandosi con energico entusiasmo nel mondo assai fantasioso di alcuni “oggetti” della vita di ogni giorno, messi in relazione tra loro per esprimere l’eterno incessante movimento dell’esistenza umana. Tiziana Monoscalco attrae per l’originalità nell’uso disinvolto e personale di materiali eterogenei tra i più disparati, che, inseriti in modo mirato, conferiscono alle composizioni “Le Mani” e “Senza Titolo”, un forte impatto emotivo. Maria Grazia Oppo si distingue per la particolarità assoluta della sua composizione “Un mare… di plastica”, ottenuta con la sola utilizzazione di buste di plastica di vario colore, trattate in modo da ottenere effetto sicuro sullo spettatore assai sorpreso e… quasi incredulo! Marcello Ruali è ironico e provocatorio quanto basta nel suo “Dal cassonetto”, in cui una figuretta femminile assai ben modellata, sta per alzarsi dal letto, inserito in un interno di camera, il tutto realizzato con materiale di recupero, con magistrale perizia. Maurizio Bruziches, uno dei protagonisti più evidenziati in questa mostra, particolarmente dotato e versatile nella tecnica di assemblare in modo assolutamente inedito materiali riciclati, quali carta, cartoni, giornali, ferro, plastica ecc…, ci presenta “Composizione” e “Degrado”, dal titolo inequivocabile… Stefania Chiucchiù con “La Primavera” e “Mandala” conferma le sue doti artistiche e la sua fine sensibilità nel trattare e manipolare con genialità materiali diversi, dando vita alle sue inconfondibili composizioni informali in cui “leggiamo” vibrazioni emotive e tanto sereno equilibrio… Tiziana Rossi, eclettica artista bergamasca, si fa notare per la peculiarità e la preziosità dei materiali usati (oro, vetri, specchi ecc…) nel realizzare “Musicalità ecologica del colore”, composizione ben strutturata, raffinata ed altamente suggestiva, in cui il colore diviene protagonista di un movimento armonico e vitale.

Nel terzo gruppo di Artisti osserviamo le opere ispirate alla natura e alla sua difesa: Ammiriamo le due pregevoli sculture in terracotta monocroma, “Dafne” e “La Donna e Il Fiore”, di Claudia Bartolini, giovane e dotata Artista che ci comunica l’emozione della forza creativa della natura e l’intensità dell’amore tra viventi. Mari Clemente, di raffinata sensibilità, propone “Fiume” e “Natura”, due suggestive composizioni pittoriche ricche di variegate e delicate sfumature che comunicano un senso di fresca serenità. Gianluca Chiovelli con il suo originale “Impero della Natura”, pone l’attenzione sul primato che l’uomo dovrebbe sempre riconoscere alla Natura in modo da favorire e sostenere in ogni momento il suo “dominio”, anche se ciò, per ora, è solo utopia! Amalia Coletti presenta due magnifici quadri, “Fiori di cardo” e “La Fontana delle Naiadi” (particolare), nelle sue consuete vibranti sfumature delicatissime, comunicandoci un amore profondo per tutto ciò che in qualche modo richiama la natura. Fernanda De Donatis ci immerge nella fresca e tranquilla atmosfera di un “Lago alpino”, reso abilmente con una tecnica sicura e sperimentata. Primo Gambini ci sorprende, ma non è la prima volta…, con una preziosa scultura in legno, di cui è insuperabile maestro, “Martin, il pescatore”, assai espressivo e vitale, unico e inimitabile esemplare. Michela Giustolisi Scultrice e Pittrice di chiara fama, coglie con felicità creativa, la diversità delle sfumature di luce nelle due “Acropoli all’alba” e “Acropoli al tramonto”, donando allo spettatore rari attimi di intensità emotiva. Sergio Mieli propone col suo solito candore espressivo, due opere “Airone africano” e “Vaso con fiori”, quasi a voler puntualizzare il rispetto e la difesa di specie animali ormai in estinzione e la cura verso il meraviglioso, insostituibile mondo vegetale. Silvana Vernotti ottima Artista nelle incisioni su lastre di rame e altro, presenta una bella acquaforte “Il Tevere”, dall’evidente significato di richiamo ad un maggiore rispetto dei nostri fiumi, tanto dissennatamente inquinati dall’incoscienza e dalla disonestà dell’uomo.

A tutti gli Artisti e ai Visitatori ed Estimatori, un grazie di cuore!! Anna Maria Trinchieri