Articolo poesie di Fiammetta Gioja – [04/03/2008]

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Poesie di Fiammetta Gioja

 

Dolore

Come sasso gettato in uno stagno

 Il tonfo doloroso allarga i suoi cerchi

Dolore dato dal mondo ti dileguerai

Nella pace turbata da un sasso

Traccia esteriore nel tempo di te non rimane

 Ma lo stagno nel fondo

È pieno di sassi gettati dal mondo

 

Tu sei

Tu sei l’acqua che bevo nei giorni arsi

Tu sei il fuoco che crepita nel caminetto quando fuori piove

 Tu sei il verde prato che accoglie la mia folle corsa

 Tu sei il regalo inatteso, la lettera gradita

Tu sei gli amici che ridono con me

Tu sei il ritorno a casa dopo un giorno faticoso

 Tu sei la calda sabbia su cui mi stendo

Tu sei l’abbagliante distesa nevosa

 Tu sei la parola d’incoraggiamento

Tu sei il sonno sereno

Tu sei il risveglio in un giorno di festa

Tu Sei In Tutto Ciò Che amo

 

 Vita sprecata

Non si può correre tutta la vita

Su un prato immerso nel sole

 Perché la verde macchia si dissolverà

Nel grigio sempre uguale

Un giorno è passato

E già i miei capelli sono bianchi

Ora verrà fredda la notte

Chiudendo gli occhi a una vita sprecata

 

I nostri occhi sono rossi

Silenzi profondi,

pudichi,

carichi di frasi inespresse,

 di complici significati

dolce musica del presente

 tumulto interiore

calma sognante

 impeto rabbioso

 sguardi smarriti

increduli

ecco

viviamo l’istante

insieme

 liberi e uniti

e i nostri occhi sono rossi

 

Nuvole mutanti

Nuvole mutanti

Vestite di acqua e di aria

 Come candida neve

Si muovono lente

Danzando Attraverso azzurri sentieri

 Poi si dissolvono come fantasmi

Nomadi camaleonti del cielo

Riappaiono tingendosi

Di scuri colori

Per abbracciare la terra

 In uno scroscio di pioggia

 

A mia figlia Valentina

 Irripetibile mistero

Leggiadra alchimia

 Il tuo grido vitale

Prorompe dalle tenebre

Che dolcemente racchiusero

 Il tuo ininterrotto germoglio

 La millenaria tempesta

 È ora dietro di noi

E io incredula

 Ti stringo

Con occhi gonfi d’amore

 

 Passione

Scatenante tumulto

 Di cavalli selvaggi

Che irrompono fieri

In una tetra distesa

E trovano acqua a cui abbeverarsi

 E ripartono indomiti

Salendo su picchi inviolati

Scendendo su folli prati

 Esprimendo potenza e vigore

 Dolcezza del libero vagare

Che solo conduce a ebbre felicità 

 E per la mia passione di e da sempre, un breve pensiero sull’acquarello:

 

acquarello

Danzano gocce d’acqua

Tra nuvole di colore