Critica MOSTRA D’ARTE “OLTRE IL SEGNO”

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MOSTRA D’ARTE “OLTRE IL SEGNO” 31 Marzo – 4 Aprile 2012 Il MITREO OPEN-SPACE DI CORVIALE Sala Centrale Municipio XV ARVALIA – Via Marino Mazzacurati, 61 – 00148 Roma

Le impressioni di Maria Clara Lucarini

Wanda Bettozzi: In… oltre

I colori illuminano lo spazio e spingono lo sguardo verso l’alto: ricerca d’Infinito, bisogno di andare oltre le apparenze. Il senso verticale delle linee, della piramide fa volare la mente verso l’immenso, malgrado la resistenza posta dagli scalini, in basso, che danno la tangibilità della fatica di vivere. In alto, in fondo, si accende una luce grande e calda che va oltre, come la speranza nel cuore dell’uomo.

Maurizio Bruziches: Nel nome del Signore

Nel caos colorato di rosso, come il sangue che nasce dalla vita e scorre nella morte, gli esseri umani camminano insieme segnandosi a vicenda, nel bene e nel male; molti si tengono per mano in nome del Signore, della fratellanza, della solidarietà, a volte per paura; alcuni per amore.

Giselda Cacciani: Mistero

La vita, come uno squarcio indefinibile di azzurro luminoso nell’oscurità del cosmo, ha molti vertici di altezza…ma, come su una scena, si apre il sipario immaginario di inattese imperscrutabili realtà delle quali l’uomo non sempre riesce a cogliere la vera essenza…

Elvira Calabrese: Maschere

L’azzurro intenso della figura maschile, più grande, sembra esprimere la complessità umana ma è anche il colore della spiritualità. La figura femminile è più piccola, ha un colore più tenue, risulta più leggera: le due figure sembrerebbero amarsi…intorno una cornice dorata…l’amore sembrerebbe bello, facile, ma l’ostacolo è proprio davanti a ciascuno dei due: è la maschera sul volto che impedisce di far vedere all’altro la propria identità vera, la propria essenza più profonda…Forse per paura di non essere accettati e magari abbandonati: l’amore è un continuo atto di coraggio e di grande generosità!

Piera Cauti: Nel segno dell’Infinito

Nella purezza della luce, che non abbaglia ma illumina, si stagliano netti un libro aperto e un segno simbolico di pace. Le pagine sembrano sfogliarsi da sole davanti a noi, grazie a un soffio di vento o al desiderio di conoscere di chi cerca qualcosa: sapienza? Amore? Verità? La ricerca dell’uomo è aperta, continua, elevata, profonda, come l’anima, come il bene.

Stefania Chiucchiù: Io non ho paura

Una bella figura di donna nuda ci volta le spalle per non farci vedere il suo volto. E’ sicuramente ammaliante, invitante nelle sue belle forme esteriori, apparenti, ma da esse spuntano strani cerchi di carne orrendi, come protuberanze della sua pelle, a rivelarci che è una pericolosa, mostruosa entità donna-piovra, i cui tentacoli non si vedono ma si intuiscono, pronti a stritolare chi cade tra le sue braccia.

Non è facile non aver paura.

Maria Clemente: Metropoli

La metropoli si erge e reclama il suo posto conquistato nello spazio.

Ma la natura svela la sua bellezza oltre l’opera dell’uomo, con i suoi colori sorprendenti sempre uguali, sempre nuovi, con le sue molteplici sfumature, al tramonto, o all’alba della vita, di ogni giorno, di ogni luogo, di ogni speranza.

Emi De Meis: Riflessi di luce e colore

Una poesia senza parole, fatta di riflessi di luce sull’acqua che giocano con i colori morbidi, delicati celeste e oro.

Suggerisce una visione dolce, rasserenante della natura, da vivere al di là di tutto il resto. Un sole che non abbaglia, ma accarezza.

Vincenza De Petrillo: Oltre vento

Il blu scuro, come una tempesta in mare aperto, è “messo all’angolo” dalla forza della vita. Prorompente energia vitale è sprigionata da pennellate decise dai colori vivacissimi, che travolgono lo sguardo, proiettato verso un futuro di speranza, di gioia di vivere trainante, oltre i limiti presenti.

Il quadro nel suo insieme trabocca di entusiasmo sferzante e amore.

Aldo Ferrotti: Pensiero libero

Un puro moto dell’anima ci porta in alto tra bianche ali spiegate in un volo libero tra cielo e mare. Cullati dal blu-azzurro-verde acqua salmastra saliamo al di sopra delle linee dell’orizzonte, come un traguardo raggiunto e andiamo oltre nell’aria incontaminata.

Sentiamo leggere vibrazioni nell’attraversare tutte le sfumature celestiali fino a raggiungere il blu intenso che si apre agli occhi e allo spirito.

Primo Gambini: La Vita

Osservando questa opera originale, “…realizzata utilizzando un intreccio naturale di fibre vegetali aggettanti dalla tavola base del “quadro” e curvate per accogliere e proteggere un nido contenente tre piccole uova in attesa di schiudersi…” (Aldo Ferrotti), siamo presi da un profondo senso di tenerezza e coinvolgimento emotivo per la vita che sa trovare il suo spazio in ogni modo e nascere ogni volta nelle sue molteplici forme, con delicatezza e forza. “Epifania” meravigliosa di una realizzazione escatologica che va oltre la nostra comprensione puramente visiva.

Fiammetta Gioia: Oltre il Segno… la Materia

Da colori decisamente opposti tra loro, molto chiari come in un paesaggio innevato e alcuni molto scuri, intensi che attraversano il piccolo quadro, avvertiamo la complessità della vita che rivela segni di contraddizioni anche laceranti per l’uomo. La presenza diffusa di chiare luminosità dalle molteplici sfumature, rosa e beige, fa sperare nel bene, malgrado gli ostacoli e le difficoltà reali. L’opera astratta rivela un’apertura dell’anima e spunti di profonda riflessione.

Stefania Limatola: Natura morta

Groviglio di fiori colorati, intrecciati, avvinti l’uno all’altro apparentemente senza senso, uniti dalla mano dell’artista perché prendano vita nel nostro sguardo. Creature recise per l’egoismo umano.

Guardiamo meglio dentro di noi attraverso la loro bellezza.

Sergio Mieli: Pappagallo

Creatura poco compresa dagli uomini. Ammirata per le sue piume colorate, per le sue abilità sonore, ma non per la sua vera bellezza.

Se entrassimo nel suo mondo, nella sua lunghezza d’onda potrebbe rivelarci molto di più, ma noi siamo troppo spesso razzisti nei confronti degli animali e ci perdiamo in gran parte la bellezza della natura.

Ivan Pecoraro: Segni

Segni sopraffini di un disegno onirico, di un volto indefinibile, che appare come una visione illuminata da una lampada magica. Tratti somatici irreali che entrano come un ricordo nell’anima.

Anna Grazia Pozzi: Nostalgia

Un verde avvolgente, come un abbraccio di speranza, proviene dalle foglie leggere degli alberi, fino all’intensità di un verde più compatto e profondo dietro la piccola casa e a ridosso di un muro cui l’erba è avvinta. Questa, come la speranza, cerca di superare l’ostacolo per oltrepassarlo.

Pennellate di luce sul muro e luce splendente in cielo, nel fondo del quadro, aprono lo spazio ai ricordi, all’immaginazione, alla nostalgia. Si respira aria di libertà.

Ada Risi: Incendio

Un fuoco di colori che accende e incendia un cuore, due cuori a metà, ma non li distrugge, come tutto il resto intorno.

Quelle pennellate carnose di un rosso vivo ci fanno sentire i palpiti e vedere le ferite, il sangue, il dolore. Ma quelle metà battono ancora, sentiamo il ritmo della vita che scorre, la forza che affluisce, l’energia che non si arrende e sopravvive. Rimangono in noi il cuore, il rosso, il blu, il respiro.

Tiziana Rossi: Cristallo uno

Vediamo le mille sfaccettature della luce di un cristallo e ci perdiamo in esse senza considerare la loro fonte: il cristallo unico da cui prendono vita e forme.

La fonte di luce primaria non ci è dato vedere; ma conoscere sì, sentendola dentro di noi, nell’anima.

Alessandro Santilli: La Nevicata

Decisamente sembra prevalere il candore della neve che ricopre tutto con il suo ghiacciato mantello. Tuttavia il quadro, nel suo insieme, non ci fa rabbrividire di freddo, anzi, per contrasto, ci suggerisce un caldo tepore, che trapela dalla luce proveniente dalle finestre della piccola casa, che sovrasta, con il caldo color marrone scuro, tutto il terreno. Così come i tronchi degli alberi spogli, ma che si ergono vivi verso il cielo, in paziente attesa della rinascita, a primavera.

Liliana Scacchi: Nuove prospettive

In alto un blu intensissimo che gradatamente si attenua, schiarendosi fino a illuminarsi di luce bianca, quando combacia con un rosa deciso, ampio, chiaramente un simbolo salvifico.In questo cielo si staglia netta una cupola austera, protettiva, come un punto di riferimento essenziale tra cielo e terra, tra umano e divino.

In basso tanto colore scuro come un’umanità nell’ombra di se stessa, rivolta in un’unica direzione, come un’unica prospettiva escatologica per trovare la Luce che illumina il buio dell’uomo.

Katia Seri: La donna vestita di Sole sulla soglia dell’Accoglienza

Evanescenze di forme che sembrano sottolineare la nostra realtà effimera.

La figura femminile vestita di luce solare ci ricorda la stella madre cui dobbiamo tutti la vita. Nonostante i nostri limiti materiali la donna vestita di Luce sulla soglia dell’Accoglienza ci indica la purezza dello spirito umano che può renderci grandi e risplendere oltre la via fisica.

Stefania Tanca: Poca acqua

La fatica di vivere fa sognare di poter attingere acqua ad una fonte divina generosa. La fanciulla con l’anfora ci guarda con occhi interrogativi. Lei è piena di vita, di giovinezza. La vediamo attraverso le sue braccia tornite, rosee, tese a tenere l’anfora sulla sua testa, sulla quale poggia un panno rosso acceso, come la volontà di vivere, come il desiderio che l’anfora-vita sia piena di acqua ristoratrice.

Ma la donna in alto con il vestito rosso, che attinge acqua da una testa di animale divino dal candore onirico, esprime il sogno di vivere più in armonia natura-umano-divino.

Anna Maria Trinchieri: Sangue in Siria

Tragiche pennellate di rosso-sangue ci fanno riemergere in superficie nella realtà della guerra. La figura centrale nera ci pone davanti l’orrore di chi uccide. Ma lo stesso rosso-sangue ci ricorda anche la vita che, illuminata dallo splendore della luce bianca, in lontananza, lascia viva la speranza dell’uomo nel suo riscatto, malgrado le difficoltà nel momento presente. Oltre i segni negativi trapela il bene.

Sonia Tubaro: Riflessi urbani

La via scorre misteriosa dietro riflessi di luce che vediamo attraverso pennellate di giallo intenso alle finestre di una casa colorata di rosso vivo; giallo e rosso accesi evocano presenza di vita, di calore.

Vittorino Ugolini: Esplosione

Un sole esplode di luce, di calore, di colore fuori e dentro di noi.

Può darci vita e morte, gioia e dolore, è la nostra stella. Sta a noi viverla bene o male, ogni giorno, ogni tempo della nostra esistenza.

Liliana Ummarino: Aria

Niente ci fa vibrare come l’aria che sentiamo quando volteggiamo in una danza, in un ritmo del corpo, del cuore o quando sentiamo di respirare liberi o felici.

I colori ci aiutano a vedere la bellezza, a vivere meglio.

Fiorella Zorri: Figure

Da una tavolozza multicolore come la vita multiforme aleggiano leggerissime figure danzanti che si librano nell’aria come libellule o fantasmi benevoli o allegre creature d’un altro mondo, forse interiore o sognato. Sicuramente ci trasmettono trasparenza, essenzialità dell’essere.